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Lo scienziato forense. Prospettive di una professione
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Lo scienziato forense. Prospettive di una professione

  • Giovedì, 14 Gennaio 2016
  • 4303 times

di Manuela Settimo

Tra i principali temi emergenti nell’ambito delle scienze forensi, si annoverano la gestione e l’integrazione delle banche dati e i nuovi ed emergenti sviluppi tecnologici[1]. Assume rilevanza anche l’utilizzo delle scienze forensi nelle prime fasi dell’indagine allo scopo di fornire informazioni e supportare le decisioni insieme con la necessità di adottare un approccio multidisciplinare nella lotta contro la criminalità.

Il successo delle analisi sul DNA ha dimostrato l’efficacia delle scienze forensi nel sostenere l’individuazione dei reati, non solo gravi, ma più in particolare i crimini più frequenti, come il furto con scasso e la ricettazione. Gli sviluppi sul DNA hanno anche portato ad un cambiamento nel modo in cui la scienze forensi sono utilizzate, per cui una maggiore enfasi è posta sulla ricezione delle informazioni (intelligence) nelle prime fasi dell’indagine. Un utilizzo maggiore delle scienze forensi nelle primissime fasi di una inchiesta ha inoltre portato a una grande espansione nel suo impiego.

Diverse scienze e innovazioni tecnologiche costituiscono il futuro sviluppo suscettibile di influenzare le scienze forensi, tra cui:

  • Biometria per migliorare l’identificazione, l’autenticazione e la verifica delle persone.
  • Imaging elettromagnetico, principalmente utilizzato per le applicazioni di sicurezza, come la selezione di armi, esplosivi, ecc
  • Crittografia, in particolare il potenziale di abusi informatici.
  • Geo-location, che potrebbe includere sedi di monitoraggio e di uso e codifica per un migliore controllo.
  • Lab-on-a-chip che potrebbe consentire l’individuazione rapida della scena del crimine, l’analisi dei liquidi biologici e di altre sostanze forense pertinenti.
  • Tecnologia di terza generazione in particolare nell’individuazione del furto dei telefoni mobili, la loro disattivazione istantanea, l’appropriazione indebita e l’abuso.

La scienza e la tecnologia svolgono un ruolo fondamentale per l’analisi, l’interpretazione e la valutazione delle prove in un laboratorio di scienze forensi e sempre più spesso vengono anche applicate sulla scena del crimine.

Le “nuove scienze forensi” nascono dalla necessità di fronteggiare in modo sempre più efficace il crimine e dal bisogno della magistratura inquirente e giudicante di appoggiarsi su elementi di sostegno certi.

Occorre creare centri d’eccellenza nel campo delle scienze forensi, oltre che team internazionali pronti all’intervento in caso di necessità.

Senza dimenticare che la formazione non deve essere riservata solo ai professionisti delle scienze, o agli investigatori della scena del crimine, ma estesa ad avvocati e magistrati.

Nel prossimo futuro le scienze forensi e soprattutto l’analisi forense si allontanerà dal laboratorio per operare sul campo, a ridosso della scena del crimine. I requisiti degli esperti per l’interpretazione si ridurranno e le scienze forensi saranno utilizzate di più, saranno migliori, più veloci e meno costose, porteranno a un più ampio uso, a risultati più veloci, a recuperare più informazioni e ad una migliore intelligence.

Questi cambiamenti avranno implicazioni significative per i ruoli attuali all’interno delle scienze forensi. Vi sarà probabilmente un decentramento dei processi analitici. Questo a sua volta ha implicazioni per la combinazione di informazioni che potrebbero essere ampiamente diffuse.

Questi cambiamenti e i nuovi ruoli porteranno una vasta gamma di questioni in relazione alle esigenze di formazione e istruzione, di gestione della qualità e di coerenza in ambienti variegati, integrando le informazioni disperse insieme con i cambiamenti nei ruoli e con le responsabilità.

Il ruolo delle università è di primo ordine nella istruzione e nella formazione in attività forensi.

Oltre a fornire consulenza specialistica e servizi agli utenti, le università assumono tre ruoli principali in relazione alle scienze forensi:

  1. forniscono corsi di alta qualità rilevanti per il futuro dei professionisti, con un focus particolare sulle scienze forensi o specializzazioni all’interno delle scienze forensi;
  2. permettono lo sviluppo degli attuali professionisti forensi attraverso la partecipazione alla ricerca applicata, a corsi brevi, a conferenze che qualificano la pratica professionale;
  3. sostengono e sviluppano la pratica delle scienze forensi, attraverso l’individuazione, l’impegno e la diffusione della ricerca pura ed applicata, con particolare attenzione all’applicazione della scienza e della tecnologia.

L’espressione “Un esperto in scienze forensi deve prima essere uno scienziato” suggerisce che non c’è nessun titolo che, di per sé, prepara un individuo per l’esercizio delle scienze forensi.

Sarebbero necessari corsi universitari con una forte base scientifica nel contesto della pratica forense, con i requisiti di accesso specifiche della scienza e gli elementi pratici che riguardano le tecniche specialistiche e le applicazioni forensi.

Per esempio, le università potrebbero svolgere un ruolo più significativo nel facilitare seminari e conferenze legate alla pratica forense e nuovi sviluppi che non servono solo a creare opportunità per i professionisti, studiosi e ricercatori, opportunità di incontro e scambio, ma potrebbe anche portare alla identificazione di nuove ricerche. Ciò avrebbe il vantaggio di sostenere lo sviluppo del personale universitario, aiutando a mantenere aggiornate e concretizzando i rapporti in nuovi progetti.

Bisogna approntare un piano d’azione da realizzare per operare nel campo delle scienze forensi. Tale piano d’azione prevede innanzitutto la delimitazione del campo delle scienze forensi; la formazione degli operatori che si apprestano ad operare in tali ambiti; l’offerta di servizi anche sperimentali e la riforma della perizia e della consulenza[2].

L’Attività dell’esperto in scienze forensi attualmente prevede:

  • Attività di studio e d’intervento nei settori di disagio psichico e comportamentale
  • Realizzazione di perizie e consulenze in campo psichiatrico, psicologico, psicopatologico, criminologico, criminodinamico, in collegamento con il mondo giudiziario
  • Attività di studio, ricerca e consulenza metodologica in campo sociale
  • Attività di informazione, documentazione e formazione

Mentre i fenomeni di rilevante allarme sociale in cui è appropriata l’opera dell’esperto in scienze forensi comprendono l’aumento della criminalità (micro e macrocriminalità); comportamenti irresponsabili in campo sanitario e civile; crisi belliche internazionali tra stati e tra comunità etniche e religiose;crisi della famiglia e della tutela dei minori; crisi della giustizia e dell’esecuzione delle pene; destabilizzazione politica ed istituzionale; diffusione di fenomeni d’illegalità all’interno della Pubblica Amministrazione; diffusione delle droghe e dei comportamenti d’abuso; diffusione di condotte sessuali irregolari; diffusione di massa ed in alcune fasce particolari di popolazione (minori, emarginati, famiglie) dei comportamenti violenti e criminali; diffusione legata a comportamenti sociali a rischio di malattie infettive ad alta mortalità (AIDS); disturbi mentali gravi e le loro conseguenze sociali e giudiziarie; eventi catastrofici industriali; eventi catastrofici naturali (geologici, vulcanici, idrogeologici, incendi); gravi reati a forte risonanza sociale; prepotere del sistema criminale e delle sue regole estorsive e violente; prospettive di disastro ecologico; terrorismo nelle sue varie forme; violenza esercitata da criminali psicopatici; violenza nelle manifestazioni sportive e ricreative di massa; violenza sui minori, sulle donne e sugli anziani; violenza xenofoba e razzista.

Un servizio di scienze forensi dovrebbe prevedere le seguenti funzioni:

  • Supervisione (instaurazione e controllo della terapia) di soggetti giudicati non imputabili per vizio di mente, non inviati in OPG, ma affidati ai CIM o ad altri servizi ambulatoriali o comunitari.
  • Prevenzione di possibili comportamenti antisociali su pazienti psichiatrici giudicati “a rischio” da psichiatri operanti sul territorio.
  • Psicoterapia e terapia farmacologica dei disturbi antisociali di personalità, delle parafilie etc.
  • Psicoterapia e terapia farmacologica delle vittime dei reati contro la persona con valutazione del danno psichico da vittimizzazione.
  • Osservazione epidemiologica degli episodi di violenza in ambiente ospedaliero, carcerario e manicomiale.
  • Possibilità di valutazione anche per conto terzi di problematiche psichiatrico-forensi civili come la capacità a testare, l’interdizione, l’inabilitazione, l’affidamento di minori, etc.
  • Possibilità di valutazione dell’imputabilità, della pericolosità sociale e delle altre rilevanti condizioni psichiatriche ai fini penali.
  • Valutazione criminologica e psicologica dei condannati definitivi in relazione alle funzioni del Tribunale di Sorveglianza.
  • Indagine e consulenza criminologica per le forze di polizia, per il pubblico ministero, per la direzione nazionale antimafia, per la difesa e la parte civile.

 

 


[1] J. Mennell, I. Shaw, The Future of Forensic and Crime Scene Science, Forensic Science International 157S (2006) S7–S20

[2] F. Bruno

Last modified on Venerdì, 29 Gennaio 2016 15:53

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