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Adolescenti in cerca d’autore... Bullismo
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Adolescenti in cerca d’autore... Bullismo

  • Lunedì, 18 Gennaio 2016
  • 5386 times

di Manuela Settimo

Gli episodi di bullismo a Lecce negli ultimi due anni sono vari: bruciature con l’accendino in un noto liceo, gruppi di adolescenti che minacciano per una sigaretta un loro coetaneo di 16 anni, bambini di 10 anni picchiati e ripresi col cellulare; episodi gravi che seguono la scia regionale e nazionale di violenza tra minori.

Il termine bullismo è la traduzione dalla lingua inglese di bullyng ed indica un insieme di modalità comportamentali in cui un individuo si impone su un altro con violenza, fisica o verbale, al fine di dominarlo.

In effetti si tratta di violenza, elemento primitivo della natura umana, che lo sviluppo dell’intelligenza e della coscienza consente di controllare in diversi modi, a seconda dei costumi e delle etnie, in tutte le civiltà, sia a livello personale che sociale.

In Italia il bullismo è un fenomeno reale e preoccupante agito prevalentemente nelle scuole elementari e medie e con conseguenze gravi sia nei confronti dei protagonisti diretti (bullo e vittima) sia nei confronti del contesto scolastico che assiste, spesso in maniera inerme.

Attorno alla coppia bullo – vittima troviamo un gruppo di spettatori, amici e/o compagni di scuola che osservano e che, anche non intervenendo, aiutano o rinforzano il persecutore e solidarizzano in modo non costruttivo con la vittima: il gruppo non esercita mai un atteggiamento neutrale, ma condiziona sia il comportamento del bullo sia quello della vittima in ruoli obbligati.

Il bullo presenta alcune peculiari caratteristiche psicologiche: scarsa empatia ed incapacità di immedesimarsi nella vittima; desiderio di dominare gli altri; incapacità di riconoscere le espressioni non verbali manifestate dagli altri; deficit socio-cognitivo; sottovalutazione dei propri comportamenti violenti; capacità manipolativa ed abilità nel catturare le simpatie del gruppo; stile educativo familiare di tipo coercitivo, incoerente, anaffettivo, con relazioni intrafamiliari di tipo ambivalente, egoistico, individualista, limitato, troppo permissivo, che incoraggia la violenza e se ne compiace.

Le caratteristiche psicologiche della vittima sono l’immaturità, la timidezza, la paura, il disagio e il disadattamento nonché uno stile educativo familiare della vittima di tipo immaturo, non formativo, iperprotettivo. La vittima può manifestare paura, incapacità ad affrontare le situazioni e di rispondere alle prepotenze ed è sempre alla ricerca di protezione esterna e rassicurazione.

Le conseguenze del bullismo possono essere gravi: le vittime hanno infatti ampie probabilità di divenire adulti soggetti a depressione e suicidio, mentre gli ex bulli presentano un grado di propensione alla criminalità molto più elevato rispetto ai loro coetanei.

Alcuni studi hanno dimostrato che vi è una caratteristica che accomuna bullo e vittima, ossia una preoccupante incapacità di riconoscere le emozioni altrui dovuta ad una carente intelligenza emotiva: il bullo non prova rimorso per ciò che compie e non ha un rapporto empatico con la vittima la quale, a sua volta, presenta un deficit nel riconoscimento della rabbia, ciò le potrebbe impedire di riconoscere i prepotenti e, conseguentemente, di difendersi.

Poiché tra le possibili cause del fenomeno vi è lo stile educativo o troppo coercitivo autoritario o troppo permissivo tollerante, per combattere il fenomeno è necessaria la prevenzione, intesa nel senso di recupero dell’autorevolezza da parte delle figure deputate al ruolo educativo.

Per prevenire il fenomeno è necessario quindi intervenire sulle famiglie, sugli individui interessati, sulle dinamiche di gruppo e coinvolgere la scuola nel suo insieme, soprattutto il corpo docente, che deve agire in via pedagogica e disciplinare anche sul gruppo di spettatori.

Le tecniche con cui si ottengono maggiori risultati sono problem solving e role-playing, dato che il bullismo trae origine da dinamiche di gruppo.

Da ottobre 2014 il Ministero dell’Interno di intesa con il MIUR ha predisposto un numero verde per le emergenze sul bullismo a cui è possibile inviare sms per denunciare situazioni di abuso in tempo reale: 43002

 

Articolo pubblicato su "L'Ora del Salento" - settimanale Diocesi di Lecce

Last modified on Venerdì, 29 Gennaio 2016 15:50

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