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Intervista. L’ipnosi investigativa: strumento di dubbia efficacia

Intervista. L’ipnosi investigativa: strumento di dubbia efficacia

Intervista a Manuela Settimo

 

Dr.ssa Settimo cos’è l’ipnosi?

L’ipnosi è la tecnica suggestiva per eccellenza ed è una condizione tipica caratterizzata da uno stadio intermedio tra veglia e sonno, in cui vi è una riduzione delle capacità critiche, un aumento della suggestionabilità e una circoscritta attenzione nei confronti della persona che ipnotizza.

Attraverso l’ipnosi è possibile condurre il soggetto in uno stato di totale passività che permette all’ipnotizzatore di impartire un ordine a cui il soggetto obbedirà con totale dedizione ed attenzione.

Vuol dire che l’ipnotizzato non è più in grado di decidere per sé?

No. L’ipnosi che può essere autoindotta o etero indotta non abolisce, ma anzi promuove gli stati motivazionali profondi del soggetto il quale difficilmente può essere indotto a fare qualcosa che contrasti con tale sua struttura profonda.

A quando risale il primo utilizzo dell’ipnosi?

Ha una lunga storia tanto da poter individuare periodi e tecniche diverse, possiamo distinguere almeno quattro. Il periodo mistico, caratterizzato dall’uso di rituali ripetitivi con suoni, balli e simbolismi ritmici, monotoni, incessanti; il periodo magnetico o anche definito mesmerismo dal nome del suo promotore, F. A. Mesmer, che ipotizza il passaggio, attraverso opportune tecniche fisiche, di un fluido appunto magnetico dall’ipnotizzatore all’ipnotizzato. Il periodo psicologico, in cui possiamo annoverare Freud e Breuer, si caratterizza per la definizione di stato ipnoide, uno sdoppiamento della coscienza, una scissione tra conscio ed inconscio tipica dell’isteria. Sia Freud sia Breuer utilizzarono l’ipnosi nel trattamento dell’isteria adoperando il metodo catartico, ossia facendo defluire la carica emotiva inibita, impedendo che essa si manifestasse attraverso altri sintomi disfunzionali. Freud comprese però che il soggetto sotto ipnosi non era in grado di elaborare il proprio vissuto e optò per il metodo psicoanalitico delle libere associazioni. Infine il periodo moderno, associato al nome di Erickson, considera l’ipnosi una condizione psicologica e neuro-fisiologica in cui il soggetto non perde le sue competenze volitive, sempre che il rapporto con l’ipnotizzatore sia improntato su una sincera collaborazione.

Perché alcune persone possono essere ipnotizzate ed altre no?

Ciò che accomuna le persone ipnotizzate è la loro suscettibilità e suggestionabilità a tale metodo che ha permesso di individuare una scala di ipnotizzabilità ipnotica a sei gradi: sonnolenza, sonno leggero, sonno profondo, sonno molto profondo, sonnambulismo, post ipnotico. Alcune persone esercitano un maggiore controllo su di sé e sull’ambiente esterno, limitando la propria suggestionabilità. Quando ci si trova davanti a soggetti in grado di affrontare la trance ipnotica è anche possibile indurre una amnesia post-ipnotica riguardo a ciò che è accaduto durante la seduta ipnotica.

Viene utilizzata spesso in terapia?

Le applicazioni terapeutiche sono duplici ed avvengono sotto ipnosi o tramite ipnosi. Una forma di terapia sotto ipnosi mira alla presa di coscienza e può avvenire attraverso l’utilizzo di tre metodi: rieducazione del comportamento, metodo catartico e ipnoanalisi.

La terapia tramite ipnosi invece prevede sedute regressive con induzione di uno stato ipnotico, ossia un peculiare stato di coscienza temporaneo, caratterizzato da una comunicazione sensoriale tra ipnotista e ipnotizzato in cui viaggiano le suggestioni inviate dal primo che producono il comportamento desiderato nel secondo. Possono essere associati diversi stimoli condizionanti cosicché il comportamento controllato possa essere eseguito anche a distanza di tempo al ripresentarsi degli opportuni stimoli.

Dr.ssa Settimo, in qualità di esperto in scienze forensi, pensa che l’utilizzo dell’ipnosi potrebbe essere utile alla risoluzione di diversi casi di cronaca nera?

In ambito criminologico viene utilizzata l’ipnosi investigativa, ossia una forma di intervista cognitiva nella quale l’interrogato viene aiutato a rilassarsi ed a concentrarsi sugli eventi collegati all’episodio delittuoso. L’efficacia di tale metodo è dubbia sia per la disponibilità suggestiva dell’interrogato sia perché non è dato sapere quanto le informazioni fornite possano essere suggerite o indotte dall’ipnotista cosa che invece non avviene durante un’intervista cognitiva, metodo da privilegiare per chi si occupa di eventi delittuosi.

 

Articolo pubblicato su "L'Ora del Salento" - settimanale Diocesi di Lecce

Last modified on Venerdì, 29 Gennaio 2016 15:40
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