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“La priorità? Scavare dentro ai fatti. In televisione il ruolo del criminologo non deve essere sminuito dallo spettacolo”
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“La priorità? Scavare dentro ai fatti. In televisione il ruolo del criminologo non deve essere sminuito dallo spettacolo”

 Intervista di Marcello Romanelli a Chiara Penna, Avvocato penalista e Criminologa, pubblicata sul Quotidiano della Calabria in data 17.08.16

 

“La priorità? Scavare dentro ai fatti. In televisione il ruolo del criminologo non deve essere sminuito dallo spettacolo”

 

  • Chiara Penna, ma lei lo sa che può diventare la nuova criminologa in tv?

Il criminologo è una figura importantissima che potrebbe dare contributi determinanti sia nelle fasi di indagine che in un'ottica di prevenzione al crimine. È ' uno studioso della criminogenesi e della criminodinamica di un delitto sotto diversi punti di vista per cui si parla di uno "studioso" del "crimine" con una formazione di base necessariamente o sociologica o psicologica o psichiatrica o giuridica. Solo partendo con queste basi ci si può avvicinare ad un mondo così complesso e quindi eventualmente ad una corretta analisi di un fatto umano, per quanto spesso aberrante, che vede coinvolti soggetti che in quel fatto assumono il ruolo di vittime e carnefici.

Tutto questo per dire che in TV ci sono già tanti validissimi professionisti che conosco personalmente e che correttamente analizzano i casi di cronaca che destano più clamore senza sbilanciarsi in valutazioni affrettate. Questo tipo di contributo all'informazione certamente non mi dispiacerebbe darlo.

Il resto è spettacolo che sminuisce il ruolo del criminologo e che onestamente non mi interessa, perché essendo  un avvocato penalista so bene che i processi si celebrano solo e soltanto nelle aule di Tribunale. 

 

  • Riesce comunque a sfruttare bene i media, quanto sono importanti per un avvocato carta stampata, tv, radio?

Un avvocato deve utilizzare i mezzi di informazione innanzi tutto nell'interesse del proprio assistito. Nella maggior parte dei casi il difensore viene contattato per avere conferme su informazioni chiaramente trapelate dalla parte opposta e che il difensore neanche ha ancora appreso ufficialmente. Di conseguenza spesso è necessario intervenire anche quando non si vorrebbe ma per la necessità di offrire all'opinione pubblica una visione alternativa a quella già data in chiave esclusivamente accusatoria.

Ripeto, le responsabilità si affermano in aula, ma i danni che possono derivare da una informazione parziale possono essere comunque irreparabili, quindi il rapporto con i media è importantissimo e delicato.

 

  • La passione per la criminologia come è nata?

È  nata esattamente nel 2010, quando ho iniziato a frequentare il Master in Criminologia all'Università di Roma La Sapienza. Superato l'esame di abilitazione alla professione di avvocato ho cominciato a chiedermi il perché di determinati agiti criminali, il perché determinati soggetti avessero quasi una naturale propensione ad essere vittime e quali meccanismi si innescano quando si verificano certi fatti. Cercavo una spiegazione che mi potesse dare qualcosa in più per svolgere bene il mio lavoro, non una giustificazione, quella non mi riguarda. 

Ed ho trovato la criminologia e le scienza forensi.

 

  • Il suo maestro?

Soprattutto ho trovato il Prof. Francesco Bruno, insostituibile punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo così complesso.

 

  • Cosa le ha insegnato di questa professione?

Mi sta insegnando ad osservare la complessità delle persone ed anche ad accettare che tutti siamo potenzialmente capaci di compiere qualsiasi tipo di azione.

 

  • Dopo il tribunale, la sua grande passione?

Sicuramente rimane la danza. 

 

  • Ultimo film visto?

La pazza gioia di Virzì. Guarda caso un film che inquadra bene il dolore che si genera quando non si comprende che dietro a degli eventi tragici ci sono dei fatti umani.

Last modified on Sabato, 03 Settembre 2016 08:26
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